1 2 5 ‘ 0 0 0 firme!

La Comunità di interessi del tiro svizzero (CIT) – che rappresenta 14 associazioni – inoltra oggi alla Cancelleria federale oltre 125’000 firme ufficialmente controllate. Pertanto le cittadine e i cittadini svizzeri potranno votare sulla Direttiva UE delle armi.

Il recepimento della Direttiva UE sulle armi, deciso dal Consiglio federale e dalla maggioranza del Parlamento, comporterebbe a medio termine per la Svizzera la fine del tiro come sport di massa. Questo è inaccettabile per la CIT ed è il motivo per cui ha indetto il referendum. Luca Filippini, presidente della CIT. «La CIT è veramente lieta di essere riuscita in breve tempo a convincere oltre 125’000 persone in Svizzera della necessità del referendum. Si tratta di un segnale forte che ci consente di guardare con grande fiducia all’imminente campagna per la votazione.»

Il recepimento della Direttiva UE sulle armi non offre alcun vantaggio in termini di sicurezza. Inoltre nel 2005 il Consiglio federale aveva promesso che gli Accordi di Schengen non avrebbero comportato alcun inasprimento incisivo della legislazione svizzera sulle armi. Con la modifica di legge recentemente decisa questa promessa viene in-franta.

Assolutamente inaccettabile è poi il fatto che la nuova legge preveda obblighi, come quello della registrazione a posteriori, che nella votazione popolare del 13 febbraio 2011 sono già stati respinti esplicitamente. Un tale disprezzo della volontà popolare è indegno della nostra democrazia. Luca Fillipini: «Questo diktat di disarmo è ingiusto, liberticida, inutile, pericoloso e antisvizzero. Per questo mi rallegro che qui sia il popolo ad avere l’ultima parola.»